Dentro Novia · Luglio 2026

Il lavoro da remoto non è una concessione: è il modo in cui l'azienda è stata costruita dal primo giorno. Loriana Bellia racconta come si guida un team che non si vede.
«Mi chiedono spesso dove sia la sede di Novia. La risposta è: dove serve». A volte in ufficio, altre tra gli ulivi, al mare o in aereo.
Per Loriana Bellia il lavoro da remoto non è una flessibilità che si è concessa da founder: è il modo in cui ha costruito l'azienda dal primo giorno. In Novia lavorano così tutti, con decine di collaboratori tra Milano, Napoli, Catania e il resto d'Italia. Le sedi fisiche ci sono, ma ognuno lavora da dove rende meglio.
«Se non li vedi, come fai a sapere che lavorano?»
Per anni la risposta è stata «dai numeri». Non è del tutto vero: i numeri arrivano alla fine e raramente sorprendono. Prima si vede altro: la velocità con cui una persona risponde, il modo in cui una pratica si muove, chi anticipa invece di aspettare una richiesta. Il ritmo di un'azienda si sente anche a mille chilometri di distanza.
Il mio lavoro non è controllare che qualcuno stia lavorando. È accorgermi in tempo quando qualcuno si è perso, e dargli quello che serve per ripartire.
Pubblicato in origine su Instagram.
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Il primo passo